Gatti trovato morto in Brasile
L'ex campione del mondo dei superpiuma Ibf e dei superleggeri Wbc, 37 anni, era in vacanza con la moglie e il figlio di 10 mesi: è stato trovato privo di vita in un hotel con due ecchimosi al collo e alla nuca
SAN PAOLO, 11 luglio 2009 - Ancora una tragedia nel pugilato. L'italo-canadese Arturo 'Thunder' Gatti, 37 anni, ex campione del mondo dei superpiuma Ibf e dei superleggeri Wbc (per questo titolo battè Gianluca Branco nel gennaio del 2004) è stato trovato morto oggi in un lussuoso hotel della località balneare di Porto de Galinhas, nello stato di Pernambuco, nel nord est del Brasile. Lo hanno reso noto fonti della polizia locale. Gatti è stato trovato morto da sua moglie, la brasiliana Amanda Rodriguez. Indossava indumenti intimi e aveva due ecchimosi al collo e alla nuca. Il pugile, che risiedeva nel New Jersey, era in vacanza con la moglie e il figlio di 10 mesi.
macabra scoperta — La moglie di Gatti ha riferito alla polizia che, che quando si è svegliata attorno alle sei del mattino, ha trovato il marito steso a terra nel soggiorno dell'appartamento. Secondo fonti della polizia, riportate dall'edizione on line del quotidiano 'O Globo', il decesso del pugile risaliva ad almeno otto ore prima da quando il suo corpo è stato scoperto, e questo in base all'irrigidimento del cadavere. Gli inquirenti, sospettano inoltre che Gatti sia stato ferito alla testa da un oggetto "perforante e tagliente". Interpellata dalla polizia, Cristina Esperidao, che ha affittato l'appartamento per un mese alla coppia, ha assicurato che entrambi le avevano detto che volevano trascorrere una seconda luna di miele e che hanno sempre mostrato di essere felici insieme.
carriera — A 37 anni, uno in meno del suo ex rivale Gianluca Branco che continua a combattere e proprio stasera ha esordito da peso welter vincendo ad Istanbul, Arturo Gatti è il protagonista dell'ennesima tragedia della boxe. Gatti era nato in Italia, ma cresciuto a Montreal, prima di trasferirsi nel 1991 negli Usa, in New Jersey. Pur non avendo mai rinnegato le sue origini, aveva deciso di combattere per il Canada, che avrebbe dovuto rappresentare nel torneo pugilistico delle Olimpiadi di Barcellona 1992. Un anno prima dell'appuntamento ci aveva ripensato, decidendo di passare tra i professionisti, sicuro di fare strada grazie alla sua scherma pugilistica e ad alla potenza che aveva nei colpi. Così quattro anni dopo era già campione del mondo, dei superpiuma per l'Ibf, dopo aver battuto Tracy Patterson, il figlio del grande Floyd. Poi tante sfide altamente spettacolari, come quelle contro Wilson Rodriguez al Madison Square Garden o quelle con Gabriel Ruelas o con il picchiatore del Massachussets Micky Ward, che gli erano valse la nomination per "il match dell'anno" da parte della prestigiosa rivista Ring Magazine. Si era anche battuto, anzi aveva "scambiato bombe", come c'è scritto sul suo sito con il grande Oscar De La Hoya, dal quale era stato battuto in cinque round. Contro Joey Gamache invece Gatti aveva vinto, anzi dominato visto che dopo l'incontro l'avversario era entrato in coma. Poi si era ripreso, riportando comunque, secondo la perizia medica, "danni cerebrali permanenti" e per questo aveva citato l'italo-canadese in giudizio. Nel gennaio del 2004 Gatti aveva battuto Gianluca Branco conquistando in quel match il Mondiale dei superleggeri, perso un anno e mezzo dopo contro un altro grandissimo, il pluricampione del mondo Floyd Mayweather junior, che gli inflisse una dura lezione. Passato nei welters, il 14 luglio del 2007 Gatti aveva detto basta dopo 49 incontri di cui 9 persi e 40 vinti (31 prima del limite), molti dei quali terminati in autentiche battaglie all'ultimo sangue. Ma quel giorno l'epilogo di una carriera fatta di vittorie a sorpresa e terribili sconfitte era stato amaro: Gatti era infatti stato battuto ad Atlantic City da Alfonso Gomez, pugile semiprofessionista di origini messicane che si era ritrovato sul ring della Board Walk Arena subito dopo la partecipazione a 'The Contender', il reality show di Espn sul mondo della boxe. Il match sembrava appositamente allestito per ridare una lucidata all'immagine del 'Thunder' Gatti e invece Arturo era stato umiliato dal jab sinistro e dal diretto destro dell'avversario. Da qui la decisione di ritirarsi e di godersi la vita assieme alla moglie brasiliana, almeno fino alla tragedia odierna.

Arturo Gatti, a sinistra, posa con Alfonso Gomez. Ap